Non sempre il problema si risolve al computer: a volte serve un'indagine direttamente in pressa, con la stessa logica di una simulazione. Il caso riguarda un piccolo coperchio di un kit per il saliscendi della doccia, che presentava zone opache sulla superficie, visibili soprattutto dopo la finitura.

Il metodo: una campionatura "a ritroso"
Si è partiti dai parametri di produzione corretti, con i quali il pezzo non presentava difetti, e si è variato un parametro alla volta, segnando a pennarello sul pezzo il contorno della zona opaca e pesando ogni stampata. Così è possibile collegare ogni variazione del processo all'effetto sul difetto.
Velocità di iniezione costante
L'andamento del contorno fa capire che la zona opaca corrisponde alla prima zona di riempimento del pezzo.
Pressione di mantenimento
Profilo di velocità a due step
Il parametro decisivo non è il valore assoluto della velocità nel secondo step, ma la sua riduzione rispetto al primo step, come avviene nel profilo di produzione.
Temperature di stampo e fuso
Conclusione
L'opacizzazione nella zona di ingresso del materiale è legata direttamente alla variazione di velocità nella prima fase del riempimento. Agire su postpressione o temperatura del fuso non risolve il problema: serve un profilo di iniezione calibrato.
Lo stesso approccio, un parametro alla volta, è quello che usiamo in simulazione per mettere a punto il processo prima di andare in pressa, riducendo le prove e i tempi di campionatura.














